Cadetti/e: avviamento al salto in alto
Sep 25, 2015Il salto in alto affascina la maggior parte dei giovani per la sua componente "giocosa", ma presenta difficoltà logistiche non banali nella gestione di un allenamento rivolto a un gruppo cadetti, tipicamente numeroso ed eterogeneo.
Tecniche di salto
A questa età, i parametri che differenziano le varie tecniche (frontale, sforbiciata, ventrale, Fosbury) — tempo di stacco, inclinazione, rincorsa — sono secondari rispetto all'importanza di costruire un ampio bagaglio motorio, che comprenda tutte le tecniche principali. Questo permette di stimolare la capacità di salto a 360 gradi, senza insistere troppo presto sullo stacco Fosbury — potenzialmente traumatico se eseguito intensivamente quando la struttura piede-caviglia non è ancora irrobustita. Il piede del saltatore è come la mano del pianista: va curato e potenziato costantemente, con un focus specifico sul rinforzo di piedi e caviglie tra i 15 e i 17 anni.
Esercitazioni comuni includono: salti frontali con atterraggio sulla parte alta del dorso (con cerchi o righe a terra per marcare la zona di stacco); stacchi frontali per toccare un elastico in alto; sforbiciate con atterraggio in piedi sul materasso (attenzione: essendo priva di rotazione longitudinale, la sforbiciata non beneficia di una rincorsa in curva); tecnica ventrale come variante divertente per mini-gare; stacchi "a canestro" per lavorare sulla coordinazione piede-braccio (molti ragazzi a quest'età faticano a coordinarli); Fosbury da 4-5 appoggi, con o senza pedana rialzata sull'ultimo appoggio.
La rincorsa
Per un buon Fosbury serve un'ottima capacità di correre in curva — e prima ancora, di correre velocemente: saltare in alto richiede anche di saper correre bene, non solo saltare.
Esercitazioni utili: corsa a spirale, corsa a "8", corsa a "S" tra le corsie, andature che seguono la rincorsa del salto in alto con passaggio alla corsa verso il quartultimo appoggio, rincorsa con un bastone lasciato cadere allo stesso punto, rincorsa con ostacoli bassi o coni a intervalli regolari.
Un esercizio efficace nei periodi lontani dalle gare: far saltare con rincorse casuali, scelte dall'atleta stesso, che l'allenatore aggiusta progressivamente salto dopo salto, misurandola alla fine dell'allenamento — un buon modo per individuare, ripetendo l'esercizio con raggi e numero di passi diversi (mai oltre 6-8 appoggi per i giovani), la rincorsa più adatta a quell'atleta. "Migliore" non significa necessariamente quella che permette di saltare di più subito, ma quella che valorizza meglio le qualità dell'atleta.
Valicamento e atterraggio
Con i giovani, meglio non pensare ancora ai salti perfetti alla Stefan Holm: pre-acrobatica, ponti e cadute sul materasso sono importanti, ma serve tempo prima che il ragazzo trasferisca questi elementi nel salto vero. A questa età contano di più la globalità del gesto, il collegamento corsa-stacco e la percezione corporea nelle varie fasi, più della tecnica di valicamento in sé — molti errori sopra l'asticella nascono in realtà nell'ultima parte della rincorsa o da scarsa mobilità di schiena e bacino.
Esercitazioni utili: cadute all'indietro sul materasso (a corpo teso o su parte alta del dorso); salti dorsali con saltelli o da terra; salti dorsali con superamento di un bastone da una panca; ponti a terra, alla sbarra o alla spalliera; esercizi di ginnastica artistica (capriole, verticali, ponte) per aumentare la percezione del corpo in volo — una qualità che, ad alto livello, permette di aggiustare la posizione relativa di braccia, gambe e testa una volta staccati da terra, con vantaggi reali in centimetri superati.
A cura di Elisa Bettini.
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