Come effettuare correttamente una video analisi
Sep 10, 2022La video analisi è uno strumento fondamentale per atleti e allenatori, utile per analizzare nel dettaglio una performance di allenamento o di gara. Fino a poco tempo fa era riservata ai centri di ricerca universitari, con videocamere costose e attrezzature da laboratorio; oggi, grazie ai progressi tecnologici, quasi ogni allenatore ha in tasca uno strumento capace di produrre analisi "quasi da ricerca scientifica" a costo praticamente nullo — con interferenza minima sulla performance dell'atleta, elevata flessibilità di misura e informazioni immediate.
Cosa si può valutare
Con la video analisi si valuta la tecnica sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo: angoli dei segmenti corporei, velocità in gioco, forze al suolo. Permette di raccogliere dati oggettivi per la valutazione funzionale delle caratteristiche fisiche e prestative dell'atleta — presupposto fondamentale per una programmazione corretta. Lo scopo è stabilire in modo quantitativo le variabili della performance, per avere informazioni chiare, precise e confrontabili nel tempo.
Per il software di analisi consigliamo Tracker, gratuito ma estremamente professionale: permette analisi cinematiche dettagliate (angoli, tempi, velocità) e stime affidabili di parametri dinamici come forza, potenza e lavoro.
5 errori da non fare
1. Riprendere in movimento. La videocamera deve restare completamente ferma, montata su un supporto stabile e fisso — riprese che seguono l'atleta non permettono un'analisi quantitativa corretta.
2. Farsi ingannare dalla frequenza di campionamento. Conoscere il numero di fotogrammi acquisibili dal proprio strumento (25 fps = 100 Hz) è cruciale: basse frequenze possono far perdere proprio il momento del gesto che si vuole analizzare, portando a valutazioni tecniche più ottimistiche di quanto siano nella realtà.
3. Farsi ingannare dalla distanza. La distanza dalla videocamera è legata alla lunghezza della zona da analizzare: più ci si allontana, più ampio sarà il settore osservabile — l'importante è trovare la distanza massima possibile senza perdere qualità video.
4. Farsi ingannare dalla proiezione. La fotocamera va posizionata all'altezza del trocantere e il più possibile perpendicolare alla zona d'azione — un dettaglio che diventa fondamentale, ad esempio, nella video analisi della pesistica.
5. Non calibrare la fotocamera. Per quantificare distanze, velocità o posizioni serve un punto di riferimento — un oggetto a distanza nota inserito nell'inquadratura, che permetta di calibrare il software in fase di analisi. Più ampio è lo spazio d'azione, più lungo dovrebbe essere l'oggetto di calibrazione.
I punti chiave da ricordare
- Fotocamera su supporto stabile e fisso.
- Posizionarla il più lontano possibile (usando eventualmente lo zoom, senza perdere risoluzione).
- Campo visivo leggermente più ampio della zona di interesse, per ridurre l'errore di parallasse.
- Allineamento perpendicolare all'asse d'azione da analizzare.
- Sempre uno strumento di calibrazione nell'inquadratura.
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