Didattica del salto triplo: la nostra guida
Jun 13, 2016Il salto triplo è considerato da molti allenatori una disciplina difficile da insegnare, con un rischio elevato di infortuni — timore non del tutto infondato, dato il carico notevole a cui sono sottoposte le strutture articolari durante 3 atterraggi consecutivi ad alta velocità. Conoscere bene tecnica e biomeccanica di base, però, permette di proporla senza paure eccessive.
La tecnica in breve
Il salto triplo appartiene ai salti in estensione (come il lungo): dopo la rincorsa, l'atleta esegue 3 balzi consecutivi cercando di atterrare il più lontano possibile.
- Rincorsa: accelerazione fino alla massima velocità controllabile in prossimità dell'asse di battuta.
- Hop: primo balzo, stacco e atterraggio sullo stesso arto, cercando una parabola radente per perdere meno velocità possibile (~35% della distanza totale).
- Step: secondo balzo, la fase più critica — l'atleta deve reagire a un carico d'impatto notevole. Più corto dell'hop (~30% della distanza), atterraggio con l'arto opposto al primo balzo.
- Jump: balzo conclusivo, stacco con la gamba opposta all'hop, ~35% della distanza totale.
Le combinazioni ritmiche possibili sono quindi: destro-destro-sinistro, oppure sinistro-sinistro-destro.
Una proposta didattica su 3 fasi
Una buona progressione tiene conto di età (anagrafica e biologica), esperienza e capacità tecnico-condizionali — anche con principianti adulti, non solo giovanissimi.
Fase 1 — Imparare a correre e saltare in modo grezzo (6-11 anni, esordienti): obiettivo, costruire la base più ampia possibile di esperienze motorie attraverso il gioco — correre in ogni forma, saltare in alto e in lungo con riferimenti visivi (cerchi, ostacolini), andature di base come il passo saltellato. In questa fase l'insegnante stimola l'istintività più che spiegare.
Fase 2 — Sviluppo atletico e tecnico (11-14 anni, ragazzi/cadetti): si introducono esercitazioni specifiche mantenendo un'ampia base polisportiva, aumentando gradualmente volume e intensità. Si iniziano a proporre: passo stacco, esercitazioni di rimbalzo, ritmiche a bassa intensità con riferimenti visivi, esercitazioni analitiche di corsa (skip, calciata dietro, corsa a gambe tese), balzi alternati e successivi, ritmica specifica del triplo, e il salto sul materassone del salto in alto come approccio ludico e motivante.
Fase 3 — Introduzione alla specializzazione (15-19 anni): prima di questa fase l'atleta dovrebbe già saper correre e saltare in tutte le forme, e conoscere le esercitazioni di base di balzi e andature. Si riduce gradualmente la multilateralità, concentrandosi — per un futuro triplista — su sprint, ostacoli e salti in estensione, puntando a una vera specializzazione verso i 18-21 anni (senza escludere, di tanto in tanto, qualche gara di velocità o salto in lungo per varietà).
Didattica specifica: dalla corsa al salto completo
Quattro tappe, da sviluppare parallelamente per le prime due:
- Migliorare la tecnica di corsa specifica: appoggio attivo e veloce del piede, ginocchia alte, bacino ben sostenuto, decontrazione, aumento progressivo della velocità (la massima velocità controllabile va raggiunta proprio al momento dello stacco — accelerare troppo in fretta è un errore comune). Andature utili: rimbalzata del piede, calciata dietro, skip, corsa a gambe tese, corsa circolare — ciascuna enfatizza un aspetto tecnico specifico, con il rimbalzo attivo del piede come prima forza motrice comune a tutte.
- Aumentare progressivamente intensità e volume dei balzi (alternati, successivi, ritmica triplo, su materassone).
- Collegare rincorsa e triplo: lo stacco è il momento più delicato — trasforma velocità orizzontale in verticale, con il primo stacco (hop) particolarmente critico: un hop troppo lungo compromette lo step successivo. Fondamentale un atterraggio "attivo" (piede che si muove verso il basso e indietro prima del contatto) per ridurre le forze frenanti.
- Salti completi con rincorse progressivamente più lunghe.
Il principio guida per queste esercitazioni di collegamento resta sempre lo stesso: "esci dalla sequenza alla stessa velocità con cui sei entrato."
Il percorso completo verso la specializzazione nel salto triplo è lungo e complesso: richiede pazienza nella gestione delle fasi di crescita, senza fretta di bruciare le tappe — ma è possibile, anche in versione più rapida e meno strutturata, costruire comunque solide basi per la prestazione futura rispettando questa progressione generale.
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!
Iscriviti alla nostra newsletter per restare aggiornato sui nostri contenuti.
Non riceverai SPAM!
"Dichiaro di aver letto l'informativa sulla privacy e acconsento al trattamento dei miei dati personali ai sensi dell’art. 13 D. Lgs. 30 giugno 2003, n.