Lateralità: cos'è e come si sviluppa

Jun 03, 2015

Dopo aver affrontato il tema della multilateralità, proviamo a spiegare cos'è effettivamente la lateralità e quali conseguenze ha sulla pratica dell'allenamento. Data la complessità del tema, questo articolo vuole solo offrire uno spunto di riflessione.

Cos'è la lateralità

La maggior parte degli "organi" del nostro corpo esiste in doppio esemplare (mani, piedi, emisferi cerebrali, polmoni), uno a destra e uno a sinistra. La simmetria è quasi perfetta, ma esistono differenze morfologiche e soprattutto funzionali: non usiamo la mano destra come la sinistra, e lo stesso vale per occhio, gamba, piede, orecchio. Questa differenziazione è un adattamento intelligente del corpo, che permette di guadagnare tempo e compiere azioni complesse con ruoli ben ripartiti tra le due parti.

Classificazione della lateralità

La lateralità non è solo morfologica: condiziona anche percezioni cinestetiche e abilità motorie. Lehmann la distingue in morfologica, funzionale (manuale, podalica, di rotazione) e sensoriale (visiva, uditiva) — categorie senza confini rigidi, che concorrono insieme allo sviluppo dello schema corporeo. Considerando solo mano, piede e senso di rotazione esistono 8 tipologie di lateralità funzionale possibili in un atleta: capire solo se è destrimane o mancino è quindi piuttosto superficiale, dato che ogni atleta ha un proprio tipo laterale specifico a seconda del compito richiesto.

Lateralizzazione e dominanza

La lateralizzazione è il processo di sviluppo della lateralità, dovuto a fattori genetici e ambientali: la capacità di individuare destra e sinistra sul corpo e proiettarle nello spazio. È legata alla maturazione del sistema nervoso e alla differenziazione funzionale dei due emisferi cerebrali (uno dei quali diventa dominante). Parte dagli arti superiori, passa al tronco e arriva agli arti inferiori — coinvolgendo mano, occhio, orecchio, piede, gamba, spalle e bacino. La preferenza laterale ha una base innata, ma può essere condizionata, in una certa misura, dalle esperienze motorie e dall'allenamento.

La dominanza è un processo progressivo che coinvolge tutto un emi-corpo: dalla mano all'arto superiore, poi all'emi-tronco corrispondente, infine all'arto inferiore. Secondo Hunter, la direzionalità riguarda lo spazio esterno (destra/sinistra topografiche), mentre la lateralità riguarda lo spazio interno — ed entrambe possono essere condizionate dall'ambiente (si notano comportamenti diversi tra cittadini di paesi con guida a destra o a sinistra). Anche un allenatore, costruendo un circuito, lo fa secondo la propria preferenza laterale — favorendo, a volte inconsapevolmente, gli atleti con un tipo simile al suo. Per lo stesso motivo, in contesti a preferenza destrimane i mancini tendono ad avere una lateralizzazione più debole.

Come e quando si sviluppa

Nella pratica:

  1. Durante lo sviluppo, il bambino dovrebbe essere libero di seguire il proprio processo di lateralizzazione con stimoli vari, senza contrariare le sue scelte naturali (ad esempio, evitando di forzare un mancino a scrivere con la destra).
  2. Con il controllo completo del gesto, l'atleta crea le basi per un primo livello di competenza tecnica.
  3. Una volta stabilizzato lo schema motorio (comunque in evoluzione per tutta la vita), si possono proporre esercitazioni che mettano alla prova il tipo laterale, sfruttando fenomeni come l'effetto Sečenov e il transfert controlaterale.
  4. Non è necessario né sempre utile un ambidestrismo perfetto, ma nell'allenamento di base è consigliato un rapporto 1:2 tra uso dell'estremità non dominante e di quella preferita.
  5. Migliorare la sensibilità dell'estremità non dominante ha un effetto positivo anche sul potenziale di quella dominante.

Perché conta nell'atletica

Alcune specialità sono "neutre" solo in apparenza; altre impongono un compromesso rispetto al proprio tipo laterale — alto, asta, disco. Persino i 100 metri sono condizionati dalla lateralità: il settaggio dei blocchi, il rapporto tra arti inferiori e superiori (omogeneo o crociato), la lunghezza asimmetrica dei passi tra destra e sinistra. Il salto con l'asta e i lanci con rotazione coinvolgono in modo evidente più espressioni di lateralità funzionale insieme: impugnatura dell'attrezzo, arto di stacco, senso di rotazione di bacino e spalle.

Già nel 1989 Oberbeck osservava che 11 su 12 decatleti vincitori di Olimpiadi, Mondiali ed Europei appartenevano a due precise tipologie laterali: mano destra/piede sinistro/rotazione antioraria, oppure mano sinistra/piede destro/rotazione oraria. È più raro che gli allenatori delle specialità singole abbiano una conoscenza altrettanto approfondita del proprio atleta — ma alcuni semplici test da campo possono aiutare a costruire un "passaporto laterale" più consapevole.

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