Psicologia nei lanci
Jul 25, 2016"Leave your pain behind, throw it away." — Robert Harting
L'atletica leggera comprende specialità molto diverse tra loro per allenamento e modalità di gara. Anche dal punto di vista psicologico le caratteristiche cambiano da specialità a specialità — ma nei lanci si possono individuare diversi punti in comune.
Getto del peso, giavellotto, disco, martello: competenze psicologiche simili
Le quattro specialitĂ olimpiche dei lanci hanno caratteristiche tecniche molto diverse tra loro, ma le competenze psicologiche richieste ai lanciatori sono per lo piĂą le stesse.
L'allenamento di un lanciatore si divide solitamente in lavoro tecnico, lavoro di sala pesi e lavoro di campo: ognuno va affrontato con la massima concentrazione, nonostante sedute spesso lunghe, faticose e — specie nel Nord Italia — in condizioni atmosferiche non sempre favorevoli. Trovare e potenziare la motivazione, porsi obiettivi in modo corretto, gestire frustrazione e fatica sono elementi chiave per sfruttare al meglio la preparazione.
La gara: turnazione e gestione dell'attenzione
Il concorso di lancio ha come caratteristica fondamentale la turnazione: ogni atleta attende il proprio turno, con un numero finito di lanci a disposizione (compresi gli eventuali tre di finale) da sfruttare al meglio.
Anche nel riscaldamento — solitamente diviso in una parte fisica generale e una tecnica in pedana — bisogna gestire i tempi variabili concessi dai giudici. La concentrazione non può essere massima per tutta la gara: va dosata, per essere al suo picco solo negli istanti prima di entrare in pedana, evitando di esaurirsi troppo presto.
La gestione dell'arousal
Fondamentale è la gestione dell'arousal (attivazione): uno stato mentale di breve durata, caratterizzato da grande attenzione e pronta reazione a stimoli esterni o interni (in questo caso, l'inizio del gesto tecnico).
Il livello di attivazione va calibrato con cura prima di entrare in pedana:
- troppo alto → si cade nell'ansia, perdendo il controllo di emozioni e movimenti precisi del lancio;
- troppo basso → il lancio perde efficacia.
Errori, nulli e successi da gestire
Anche una piccola modifica del gesto tecnico può incidere negativamente sulla performance: una cattiva gestione dell'errore porta a preoccuparsi di ciò che si è già fatto, invece di concentrarsi su ciò che resta da fare.
Altrettanto delicata è la paura del nullo: capita a chiunque, e il timore di ripeterlo può far perdere concentrazione e controllo emotivo e motorio.
Un aspetto spesso trascurato è saper gestire un successo a gara in corso — un personale, una misura che non arrivava da tempo. Un ottimo risultato ottenuto a inizio gara o nei lanci centrali non deve portare a un calo di concentrazione e interesse per il resto della competizione.
Le condizioni esterne
Come tutte le specialità dell'atletica leggera, anche i lanci sono soggetti agli eventi atmosferici: pioggia che rende scivolosa la pedana, vento che può aiutare o ostacolare, sole che disturba una gara lunga senza ripari nelle pause. Anche la qualità della pedana incide sulla percezione e sul movimento dell'atleta. Trattandosi di condizioni che l'atleta non può modificare, l'obiettivo è non farsi condizionare e gestire al meglio le proprie risorse per esprimere il potenziale disponibile in quelle condizioni.
In tutte queste situazioni, uno psicologo dello sport può insegnare tecniche per gestire al meglio emozioni e contesti diversi. Anche i lanciatori, come tutti gli altri atleti, competono non solo con il corpo, ma anche con la mente.
Articolo a cura della Dott.ssa Martina Fugazza, Psicologa dello sport.
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