Quanto costa il ranking? La nuova geografia dell'atletica internazionale

Aug 03, 2026
Ranking atletica leggera

Standard, punti, meeting, premi e trasferte: per costruire una carriera internazionale non basta essere forti, anche se la prestazione rimane il requisito fondamentale. Bisogna entrare nelle gare giuste e, spesso, trovare qualcuno disposto a sostenere il percorso.

Nel febbraio del 2023 pubblicammo su IlCoach.net un articolo dedicato all'importanza di gareggiare all'estero.

Il ragionamento partiva soprattutto dall'esperienza. Viaggiare permetteva ad atleti e allenatori di confrontarsi con ambienti diversi, conoscere nuovi avversari e imparare a gestire trasferte, campi di riscaldamento, call room e competizioni più importanti del solito.

In quell'articolo era però già visibile un cambiamento destinato a trasformare profondamente l'attività internazionale.

Con l'affermazione del sistema del ranking, i meeting all'estero non erano più soltanto un'esperienza formativa o una gratificazione riservata a pochi. Per molti atleti che ambivano a partecipare a Europei, Mondiali e Olimpiadi senza essere in grado di raggiungere standard sempre più selettivi stavano diventando una necessità.

Tre anni dopo, quella trasformazione è diventata strutturale.

Oggi non basta più sapere che può essere utile gareggiare all'estero. Bisogna capire dove gareggiare, in quale categoria di meeting, contro quali avversari, con quali possibilità di piazzamento, in quale momento della stagione e a quale costo.

Il ranking ha ampliato le possibilità di qualificazione, ma ha anche contribuito alla crescita di un vero mercato internazionale delle prestazioni.

Per entrare in quel mercato servono innanzitutto grandi qualità atletiche. La prestazione rimane il requisito principale, ma non è l'unico elemento che determina la possibilità di costruire un'attività internazionale. Servono anche programmazione, conoscenza delle regole, relazioni, accesso alle start list e disponibilità economica.

Non conta soltanto quanto vai forte

Il principio generale del ranking è conosciuto: il punteggio ottenuto in una competizione deriva dalla somma tra il valore tecnico della prestazione e quello attribuito al piazzamento.

A parità di risultato, arrivare nelle prime posizioni di una gara importante può quindi valere molto più che ottenere la stessa prestazione in una manifestazione di categoria inferiore.

Dal 1° gennaio 2026 World Athletics ha modificato nuovamente il sistema, riducendo di circa il 30% i placing score assegnati nelle diverse categorie.

La prestazione tecnica ha così recuperato una parte del proprio peso, ma il livello della manifestazione e il piazzamento continuano a incidere in maniera sostanziale.

Per costruire l'Event Ranking di una singola disciplina sono generalmente necessarie almeno cinque prestazioni. Una parte deve essere ottenuta nella specialità principale, mentre le altre possono provenire dalle discipline assimilabili previste dal regolamento. Nel ranking dei 100 metri, per esempio, possono contribuire tre risultati ottenuti sui 100 e due sui 60 indoor.

Dal 2023, inoltre, World Athletics considera ai fini statistici e del ranking soltanto i risultati ottenuti in competizioni inserite nel Global Calendar.

Esiste poi una precisazione decisiva: la categoria non appartiene necessariamente a tutte le gare inserite nel programma di un meeting.

I punti Gold, Silver o Bronze vengono assegnati alle specialità che rispettano le condizioni previste dal circuito e distribuiscono il montepremi ufficiale. Eventuali gare aggiuntive, nazionali o giovanili possono essere classificate a un livello inferiore.

Il Palio Città della Quercia di Rovereto, per esempio, è un meeting Silver, ma distingue nel proprio regolamento le gare del programma internazionale dalle competizioni nazionali di contorno, classificate come livello F.

Non basta quindi gareggiare nel contesto di una manifestazione di categoria elevata. Bisogna essere ammessi a una delle specialità inserite nel programma principale.

La programmazione agonistica non è più soltanto una conseguenza della preparazione.

È diventata una parte della preparazione.

Tre modi diversi di vivere il circuito

Parlare genericamente di "atleti di alto livello" rischia di nascondere condizioni sportive ed economiche molto differenti.

Per comprendere il sistema è utile distinguere almeno tre fasce.

L'élite mondiale

La prima fascia è composta dalla piccolissima élite internazionale: campioni olimpici e mondiali, primatisti e protagonisti abituali della Diamond League.

Per loro il ranking è importante, ma raramente rappresenta il problema principale.

Vengono invitati direttamente, hanno normalmente viaggio e soggiorno coperti, possono ricevere un compenso per la partecipazione e scelgono il calendario soprattutto in funzione della preparazione, del prestigio della manifestazione e della convenienza economica.

In questa fascia non ha molto senso calcolare quanto costi "inseguire il ranking". Il meeting fa parte dell'attività professionale dell'atleta e rappresenta in larga misura una fonte di reddito.

Anche l'atleta di vertice deve programmare, ma può farlo scegliendo.

Gli atleti capaci di raggiungere lo standard

La seconda fascia comprende atleti di livello internazionale che, pur non avendo necessariamente il potere commerciale delle superstar, sono in grado di raggiungere lo standard di qualificazione con una certa sicurezza.

Il ranking resta utile per entrare nei meeting, ottenere condizioni migliori, costruire reputazione e tutelarsi in caso di mancato standard.

Il calendario, tuttavia, non deve essere progettato principalmente per accumulare punti.

Questi atleti possono scegliere la competizione tecnicamente più adatta, affrontare una gara durante un periodo di carico e concentrare il picco di forma sull'appuntamento principale.

La loro attività nei meeting può costare, autofinanziarsi oppure produrre un guadagno. Dipende dalla specialità, dal curriculum, dalla capacità di attrarre pubblico e dalle condizioni offerte dagli organizzatori.

Gli atleti che dipendono dal ranking

La terza fascia è quella sulla quale vale la pena concentrare maggiormente l'analisi.

Comprende atleti abbastanza forti da ambire a Europei, Mondiali e Olimpiadi, ma non abbastanza superiori agli standard da poterli considerare un risultato abituale.

Sono atleti che possono valere una grande manifestazione, ma devono dimostrarlo attraverso una serie di prestazioni.

Per loro bisogna cercare meeting nei quali:

  • la categoria assegni un placing score significativo;
  • il livello degli avversari permetta di ottenere un buon piazzamento;
  • la start list sia accessibile;
  • la specialità sia realmente inserita con la categoria prevista;
  • il risultato possa migliorare o sostituire uno dei punteggi già posseduti;
  • il costo della trasferta sia proporzionato al possibile guadagno nel ranking.

Una trasferta può produrre un punteggio importante.

Può però anche concludersi con una batteria sbagliata, tre nulli, un vento sfavorevole, una giornata negativa, un piccolo problema fisico o una cancellazione.

Il volo e l'albergo, invece, devono comunque essere pagati da qualcuno.

Da 69 a 293 meeting, più la Diamond League

Nel 2021 il World Athletics Continental Tour comprendeva 69 meeting e coinvolse 6.682 atleti provenienti da 147 nazioni.

Nella fotografia del calendario consultata per il 2026 risultano invece 293 meeting.

Categoria Continental Tour Meeting 2026 Gold 11 Silver 47 Bronze 86 Challenger 149 Totale 293

World Athletics aveva presentato la stagione annunciando più di 280 manifestazioni e il calendario più ampio nella storia del circuito.

A questi 293 meeting non vanno sommati gli appuntamenti della Diamond League come se appartenessero allo stesso circuito.

La Diamond League costituisce un'architettura distinta, ma deve essere affiancata al Continental Tour quando si descrive il mercato internazionale.

Nel 2026 comprende quattordici meeting della stagione regolare e una finale disputata su due giornate: quindici appuntamenti complessivi distribuiti in tredici nazioni.

La crescita dell'offerta è impressionante.

Non dimostra, da sola, che gli atleti gareggino quattro volte più spesso all'estero. Mostra però quanto si sia ampliato il mercato nel quale possono cercare punti, premi, piazzamenti e occasioni di confronto.

Più meeting significano più possibilità, ma anche maggiore complessità.

Bisogna conoscere le manifestazioni, ottenere l'ammissione, prevedere il livello della start list e capire quale gara possa offrire il miglior rapporto tra costo, rischio e punteggio.

Entrare nel circuito e restarci

Oltre al valore tecnico, che rimane il requisito fondamentale, conta anche il rapporto costruito nel tempo con gli organizzatori.

Un atleta affidabile, disponibile e capace di rispondere alle aspettative della manifestazione può essere invitato nuovamente nelle stagioni successive. Lo stesso vale per un manager che rispetta gli accordi, comunica con chiarezza e facilita il lavoro organizzativo.

Questo produce un vantaggio per chi è già inserito nel circuito e ha dimostrato di poterne fare parte.

Allo stesso tempo crea una piccola barriera all'ingresso per gli atleti che devono ancora farsi conoscere. Per ottenere il primo invito non basta necessariamente possedere un buon risultato: bisogna anche convincere l'organizzatore che quella partecipazione abbia un valore per il meeting.

Conta inoltre la capacità dell'atleta di generare attenzione.

Tra due atleti di livello sportivo simile, un organizzatore può preferire quello più conosciuto, più seguito sui social o maggiormente capace di coinvolgere il pubblico.

Un meeting non produce soltanto risultati tecnici. Deve anche attrarre spettatori, sponsor, copertura giornalistica e attenzione mediatica.

Il seguito sui social non sostituisce la prestazione, ma può diventare un elemento di scelta quando il livello tecnico degli atleti è comparabile.

La capacità di gareggiare bene, rispettare gli accordi, comunicare con il pubblico ed essere disponibile con sponsor e media contribuisce così alla reputazione dell'atleta e può facilitarne la presenza nelle edizioni successive.

La mappa europea dei meeting

Per comprendere in particolare la posizione dell'Italia abbiamo realizzato una prima ricognizione della distribuzione europea dei meeting outdoor 2026, considerando Diamond League, Gold, Silver e Bronze.

I Challenger sono stati esclusi da questa mappa perché rappresentano il livello di ingresso del Continental Tour.

Possono ospitare atleti internazionali e costituire un importante primo banco di prova, ma assegnano normalmente placing score e montepremi inferiori. Sono spesso gare di avvicinamento al circuito internazionale di livello superiore.

L'obiettivo della ricognizione è descrivere soprattutto il mercato medio-alto nel quale gli atleti cercano contemporaneamente punti significativi, premi e accesso alle grandi manifestazioni.

La fotografia al 30 luglio comprende 98 manifestazioni: dieci appuntamenti Diamond, sei Gold, ventotto Silver e cinquantaquattro Bronze.

Le

La tabella è una nostra elaborazione del calendario ufficiale e deve essere considerata una fotografia dinamica.

Le manifestazioni possono essere aggiunte, riclassificate, rinviate o cancellate.

L'Italia ospita nel 2026:

  • il Golden Gala di Roma, tappa della Diamond League;
  • il Grand Prix Brescia, Silver;
  • il Palio Città della Quercia di Rovereto, Silver;
  • il Meeting Internazionale di Savona, Bronze;
  • il Meeting di Lignano, Bronze.

L'Italia non è quindi priva di atletica internazionale, ma si trova dietro a diverse nazioni europee per numero complessivo di meeting delle quattro fasce considerate.

Avere una tappa della Diamond League, inoltre, non significa necessariamente offrire molte opportunità agli atleti della fascia intermedia.

La Diamond è frequentata soprattutto dall'élite, mentre per chi deve costruire il ranking possono risultare più utili diversi Silver e Bronze accessibili.

La mappa conta i contenitori, non le occasioni

La tabella richiede una precisazione fondamentale.

Cinque meeting Silver non significano cinque possibilità di disputare il salto in lungo, i 400 ostacoli o il lancio del giavellotto.

Il numero delle manifestazioni indica quanti contenitori esistono, non quante volte ogni specialità viene proposta.

La Diamond League comprende 32 discipline, ma le distribuisce tra i quattordici meeting della stagione regolare.

Nel 2026 ogni specialità viene programmata tra quattro e otto volte prima della finale. Nessuna compare automaticamente in tutte le tappe.

Nel Continental Tour la situazione è ancora più frammentata.

Esistono meeting generalisti, festival dedicati ai salti, manifestazioni per i lanci, gare cittadine di asta o lungo e programmi costruiti soprattutto intorno alla velocità o al mezzofondo.

Il Palio di Rovereto, per esempio, propone nel programma internazionale femminile 100, 400, 800, 1500, 100 ostacoli, lungo e asta; nel programma maschile 100, 400, 800, 3000, 110 ostacoli, triplo, alto e peso.

Essere un meeting Silver non significa offrire tutte le discipline del programma olimpico.

Anche la struttura dell'impianto e il numero di posti disponibili possono incidere sulle opportunità.

Il Golden Gala di Roma, per esempio, dispone di nove corsie. Nelle gare di velocità e ostacoli questo permette quasi sempre agli organizzatori, quando la disciplina è prevista nel programma, di inserire due atleti italiani accanto ai protagonisti internazionali.

È un vantaggio importante, ma non elimina il problema principale: se una determinata specialità non viene programmata, quella possibilità semplicemente non esiste.

La vera mappa utile a un atleta non dovrebbe quindi limitarsi a dire che la Germania possiede undici meeting e l'Italia cinque.

Dovrebbe rispondere a una domanda molto più specifica: quante volte, in Europa, la mia specialità viene realmente proposta come gara Diamond, Gold, Silver o Bronze?

Una nazione può avere molti meeting e offrire pochissimo a un martellista, a uno specialista dei 400 ostacoli o a un saltatore in lungo.

Al contrario, un solo festival specifico può rappresentare un'opportunità decisiva per un'intera categoria di atleti.

Più meeting, più trasferte

La crescita del numero dei meeting non costituisce, da sola, una prova statistica dell'aumento delle trasferte degli atleti italiani.

Per quantificare il fenomeno con precisione sarebbe necessario ricostruire, stagione per stagione, i calendari individuali, distinguendo le gare scelte autonomamente dalle competizioni disputate con la Nazionale.

La direzione del cambiamento è però chiaramente riconoscibile osservando i calendari individuali di numerosi atleti della fascia immediatamente successiva all'élite.

Fino a pochi anni fa, per molti di loro, disputare due o tre meeting all'estero durante una stagione rappresentava già un'attività internazionale significativa.

Oggi non è raro trovare atleti che costruiscono vere tournée e arrivano a disputare otto o dieci manifestazioni fuori dall'Italia.

Non si tratta di una media statistica valida per tutta l'atletica italiana, ma di una dinamica ormai ricorrente.

Le differenze tra specialità, livello dell'atleta, società di appartenenza, struttura organizzativa e disponibilità economiche rimangono molto ampie.

Il cambiamento è comunque visibile: per una parte crescente degli atleti l'attività internazionale non è più concentrata in poche trasferte isolate, ma è diventata una componente continuativa del calendario.

Anche in questo caso, però, le specialità non possono essere trattate tutte nello stesso modo.

Un velocista, un ostacolista o un saltatore può organizzare una tournée e disputare tre meeting in una settimana, spostandosi tra Paesi vicini e sfruttando un periodo favorevole di forma.

Un decatleta o un'eptatleta segue una struttura agonistica completamente diversa.

Dopo una prova multipla completa è normalmente necessario un periodo di recupero molto più lungo. Un atleta delle prove multiple può dover attendere un mese o più prima di affrontare un altro decathlon o un altro eptathlon.

Il numero ridotto delle gare non rappresenta quindi una minore propensione a viaggiare, ma una caratteristica fisiologica e tecnica della disciplina.

Quanto ha contato il ranking agli Europei?

Il confronto tra Monaco 2022 e Roma 2024 mostra quanto il ranking incida sulla composizione della squadra italiana.

La comparazione deve essere effettuata sulle presenze individuali, non semplicemente sul numero dei convocati.

Un atleta può disputare due gare, altri possono essere convocati soltanto per le staffette e i campioni europei in carica possono beneficiare di una wild card aggiuntiva.

Monaco di Baviera 2022

Alla chiusura del periodo di qualificazione, l'Italia disponeva di 71 presenze ottenute attraverso lo standard, comprese quattro staffette.

Le presenze individuali da standard erano quindi 67.

A queste si aggiungevano 24 atleti ammessi attraverso il ranking.

Il ranking rappresentava il 26,4% delle due vie ordinarie di accesso individuale.

Roma 2024

Per Roma furono ricostruite 82 presenze individuali ottenute attraverso lo standard e 21 attraverso il ranking, oltre alle cinque staffette.

La quota ranking scese al 20,4% delle qualificazioni individuali ottenute attraverso le due vie ordinarie.

Fu anche una conseguenza dell'eccezionale profondità raggiunta dall'atletica italiana in quella stagione.

I numeri cambiano da un'edizione all'altra, ma il dato di fondo rimane: una parte rilevante della squadra italiana accede alle grandi manifestazioni attraverso il ranking.

Quanto può guadagnare davvero un atleta?

Il montepremi complessivo permette di comprendere la dimensione economica di una manifestazione, ma dice poco su quanto possa realmente incassare il singolo atleta.

Per valutare se una stagione internazionale possa almeno in parte autofinanziarsi è più utile osservare la distribuzione dei premi per piazzamento e per singola specialità.

Questo dato è particolarmente importante per gli atleti che costruiscono la qualificazione attraverso il ranking.

Per loro non è realistico ragionare soltanto sul premio destinato al vincitore.

Molto più frequentemente bisogna chiedersi quanto valgano economicamente un terzo, un quinto o un sesto posto.

Diamond League

Nel 2026 ogni meeting della stagione regolare distribuisce complessivamente 500.000 dollari, mentre la finale ne distribuisce 2,24 milioni.

In ogni tappa otto specialità vengono designate come Diamond+. In queste gare il premio per il vincitore è più elevato.

Meeting della stagione regolare

Finale della Diamond League

La Diamond League appartiene quasi interamente all'economia dei campioni e degli atleti già affermati.

Chi vi partecipa ha normalmente viaggio, soggiorno e servizi coperti. Può inoltre ricevere un compenso per la presenza indipendente dal premio conquistato attraverso il piazzamento.

Continental Tour Gold

Nei meeting Gold le singole specialità possono essere inserite in due fasce economiche: gare con 15.000 dollari di montepremi e gare con 10.000.

Anche all'interno dello stesso meeting non tutte le specialità garantiscono necessariamente gli stessi premi.

Bisogna verificare in quale fascia economica sia stata inserita la singola gara.

Continental Tour Silver

Nei meeting Silver il montepremi complessivo minimo è di 75.000 dollari.

Per ciascuna delle gare premiate devono essere distribuiti almeno 5.000 dollari, fino al sesto posto.

Questa è anche la distribuzione scelta in euro dal Palio di Rovereto per le gare del proprio programma internazionale: 1.600 euro al vincitore, 1.200 al secondo, 900 al terzo, 600 al quarto, 400 al quinto e 300 al sesto.

Il regolamento indica inoltre una ritenuta del 20% per gli italiani e del 30% per gli atleti stranieri.

È proprio il livello Silver a mostrare bene il problema economico dell'atleta che dipende dal ranking.

Un quinto posto in un meeting internazionale di buon livello può produrre un placing score utile, ma vale soltanto 400 dollari o euro lordi.

Un sesto posto ne vale 300.

Continental Tour Bronze

Nei meeting Bronze il montepremi complessivo minimo è di 25.000 dollari.

Non esiste però una distribuzione ufficiale uniforme per piazzamento valida per tutti i Bronze.

Gli organizzatori possono suddividere il montepremi in modo differente tra le specialità e le posizioni, purché rispettino le condizioni complessive previste dal circuito.

Un atleta deve quindi controllare il regolamento del singolo meeting.

Una specialità può essere inserita nella fascia principale, un'altra ricevere premi inferiori e una gara nazionale di contorno non assegnare né il montepremi né il placing score della categoria Bronze.

Quanto vale economicamente un quinto posto?

Il confronto diventa particolarmente chiaro osservando il premio attribuito al quinto classificato.

Per un atleta che costruisce il ranking, un quinto posto può quindi essere contemporaneamente:

  • un risultato sportivamente positivo;
  • un miglioramento della posizione mondiale;
  • una partecipazione economicamente in perdita per chi ne sostiene i costi.

Cinque quinti posti ottenuti in altrettanti meeting Silver produrrebbero complessivamente 2.000 dollari lordi.

Cinque terzi posti ne produrrebbero 4.500.

Cinque vittorie Silver arriverebbero a 8.000 dollari.

La sostenibilità economica della stagione cambia quindi moltissimo anche tra atleti che frequentano esattamente lo stesso livello di meeting.

Un atleta che vince o sale spesso sul podio può recuperare una parte significativa delle spese.

Chi ottiene piazzamenti utili al ranking ma rimane tra il quinto e l'ottavo posto può generare entrate molto inferiori al costo complessivo delle trasferte necessarie per ottenerli.

Il premio non coincide con il guadagno netto

Anche il premio ufficiale deve essere interpretato con cautela.

Le cifre indicate sono normalmente lorde e possono essere soggette a tassazione o a ritenute applicate nel Paese in cui si svolge la gara.

Il pagamento può inoltre arrivare diverse settimane dopo la competizione.

Il risultato economico della partecipazione dipende anche da ciò che viene offerto dall'organizzazione:

  • copertura completa o parziale del viaggio;
  • albergo;
  • pasti;
  • trasporti locali;
  • ospitalità per l'allenatore;
  • ospitalità per altri componenti dello staff;
  • eventuali costi d'iscrizione;
  • bagagli e trasporto di attrezzi.

Due atleti che disputano la stessa gara e ottengono lo stesso piazzamento possono quindi trovarsi in condizioni economiche molto differenti.

Il costo della trasferta non scompare

Quando si prova a calcolare quanto costi costruire il ranking, non basta chiedersi quanto denaro esca direttamente dalle tasche dell'atleta.

Una trasferta internazionale ha comunque un costo.

Voli, albergo, pasti, trasporti locali, bagagli, eventuale trasporto degli attrezzi e presenza dello staff devono essere pagati da qualcuno.

La vera differenza riguarda quindi chi sostiene questi costi.

Nei meeting internazionali l'alloggio viene normalmente organizzato direttamente dalla manifestazione.

Gli atleti vengono generalmente ospitati nello stesso albergo, spesso di buona categoria, anche perché la concentrazione in un'unica struttura facilita pasti, trasporti verso l'impianto, accrediti, riunioni tecniche e gestione degli orari di gara.

Le differenze di trattamento non riguardano quindi, di solito, la qualità dell'hotel assegnato ai singoli atleti.

Riguardano soprattutto:

  • la copertura totale o parziale del viaggio;
  • la classe e le condizioni del viaggio;
  • il numero di notti riconosciute;
  • la possibilità di scegliere voli più comodi;
  • l'ospitalità del solo atleta oppure anche dell'allenatore e dello staff;
  • l'eventuale ingaggio riconosciuto per la presenza.

Un atleta di altissimo livello può viaggiare nelle migliori condizioni possibili, avere volo e permanenza interamente coperti e ottenere ospitalità anche per allenatore, fisioterapista, manager o altri componenti dello staff personale.

Un atleta meno forte dal punto di vista sportivo o mediaticamente meno appetibile può ricevere condizioni più limitate.

Può ottenere l'albergo e i pasti, ma soltanto un rimborso parziale del viaggio. Può avere diritto a una o due notti di ospitalità, senza copertura per l'allenatore. Può dover pagare personalmente eventuali differenze di prezzo, bagagli particolari o cambi di prenotazione.

Gli atleti che stanno ancora cercando di entrare stabilmente nel circuito possono infine essere ammessi alla gara senza ricevere un rimborso completo del viaggio.

Il costo residuo può allora ricadere sull'atleta, sulla società, sul gruppo sportivo, sul manager, sulla Federazione, su uno sponsor o sulla famiglia.

Per comprendere l'economia reale dei meeting bisogna quindi distinguere due valori.

Costo complessivo della trasferta: tutte le spese necessarie per permettere la partecipazione alla competizione.

Costo residuo per l'atleta e la sua struttura: la parte che rimane dopo avere sottratto viaggio, ospitalità e servizi sostenuti dall'organizzazione o da altri soggetti.

Il fatto che una trasferta non costi direttamente nulla all'atleta non significa che sia gratuita.

Significa che il suo valore sportivo o commerciale è sufficiente a convincere qualcun altro a sostenerne interamente il costo.

Due atleti presenti nella stessa start list possono dormire nello stesso albergo e ricevere gli stessi pasti, ma partecipare alla manifestazione in condizioni economiche radicalmente differenti.

Il primo può avere viaggio e permanenza interamente coperti, essere accompagnato da allenatore e fisioterapista e ricevere anche un ingaggio.

Il secondo può ottenere l'ospitalità per il solo atleta e un rimborso parziale del biglietto, dovendo pagare personalmente il resto del viaggio e l'eventuale presenza del tecnico.

Quanto vale una trasferta internazionale?

Non esiste un costo ufficiale valido per tutte le trasferte internazionali.

È però possibile costruire alcuni scenari indicativi, riferiti al valore complessivo delle spese necessarie per partecipare a un meeting europeo.

Le cifre comprendono il valore dei servizi anche quando vengono pagati direttamente dall'organizzazione e non dall'atleta.

Nel calcolo possono rientrare:

  • volo, treno o automobile;
  • albergo;
  • trasporti locali;
  • pasti;
  • bagagli;
  • trasporto di aste o attrezzi;
  • eventuale quota d'iscrizione;
  • variazioni di prezzo dovute a prenotazioni tardive;
  • imprevisti.

Questi importi non sono dati statistici ufficiali.

Sono stime utili a definire un ordine di grandezza e possono variare molto in base alla destinazione, alla durata della trasferta e alla vicinanza temporale con la quale viene confermata la partecipazione.

Se un atleta disputa tra sei e dieci meeting all'estero durante una stagione, il valore economico complessivo dell'attività internazionale può facilmente raggiungere diverse migliaia di euro.

In uno scenario nel quale prevalgano trasferte europee ordinarie, può collocarsi indicativamente:

  • tra 3.500 e 10.000 euro per un atleta che viaggia prevalentemente da solo;
  • tra 7.000 e 18.000 euro quando l'allenatore lo accompagna con frequenza;
  • oltre queste cifre quando aumentano distanze, notti, costi di prenotazione e componenti dello staff.

Questo non significa necessariamente che l'intera somma venga pagata dall'atleta.

Una parte può essere coperta dagli organizzatori attraverso viaggio, ospitalità e servizi. Un'altra può essere sostenuta dalla società, dal gruppo sportivo, dal manager, dalla Federazione o da uno sponsor.

Resta però un dato: per far partecipare l'atleta, quelle risorse devono comunque essere impiegate.

Gli ingaggi esistono, ma non sono quantificabili

Gli appearance fee riconosciuti per la partecipazione sono una parte reale dell'economia dei meeting, soprattutto ai livelli più alti.

Non possono però essere inseriti in una comparazione quantitativa attendibile perché sono accordi privati, raramente pubblici e molto diversi da atleta ad atleta.

Nel 2026 la Diamond League distribuirà 9,24 milioni di dollari di premi ufficiali.

Includendo anche le promotional fee destinate ai principali atleti, la cifra complessivamente corrisposta dovrebbe avvicinarsi ai 18 milioni, senza contare gli ulteriori investimenti in viaggio, trasporto, alloggio e assistenza sanitaria.

Escludere gli ingaggi dal calcolo produce effetti differenti:

  • altera moltissimo il bilancio dei campioni;
  • incide in modo variabile sugli atleti capaci di raggiungere facilmente lo standard;
  • incide probabilmente poco sulla maggior parte degli atleti che stanno ancora cercando di costruire il ranking.

Per questi ultimi, il meeting è spesso ancora un costo prima di diventare una fonte di reddito.

Chi finanzia la stagione?

Una stagione internazionale richiede liquidità.

Voli e altri servizi devono spesso essere prenotati prima della gara.

Il premio viene eventualmente conquistato dopo e può essere liquidato settimane più tardi.

Anche una stagione capace di autofinanziarsi nel bilancio finale deve quindi essere sostenuta nella fase iniziale.

Possono farlo:

  • il manager;
  • la società;
  • il gruppo sportivo;
  • la Federazione;
  • uno sponsor;
  • la famiglia;
  • l'atleta stesso.

Il manager, in particolare, può svolgere diverse funzioni:

  • ottenere l'accesso alla start list;
  • negoziare viaggio, ospitalità e ingaggio;
  • costruire il calendario più favorevole;
  • anticipare o sostenere direttamente alcune spese.

In questo senso, all'inizio della carriera internazionale può svolgere anche la funzione di una banca.

L'anticipo, tuttavia, non è necessariamente un regalo.

Condizioni, rimborsi, commissioni e modalità di recupero delle somme devono essere definiti con trasparenza.

Quando chi programma l'attività è anche chi la finanzia, è inoltre importante che le decisioni rimangano coerenti con l'interesse tecnico e sportivo dell'atleta.

Un atleta che vale una possibile qualificazione attraverso il ranking può avere bisogno di investire diverse migliaia di euro prima di diventare abbastanza interessante da essere invitato, ospitato o pagato.

Chi dispone di una struttura capace di sostenerlo può attraversare quella fase.

Chi non trova qualcuno disposto a farlo parte con uno svantaggio che non dipende direttamente dalla prestazione.

Il costo non è soltanto economico

Inseguire il ranking non costa soltanto denaro.

Una tournée internazionale comporta viaggi, cambi di albergo, attese negli aeroporti, alimentazione meno controllabile, modifiche agli orari di allenamento e tempi di recupero ridotti.

Può anche spingere l'atleta a gareggiare:

  • durante periodi nei quali sarebbe più utile allenarsi;
  • in condizioni climatiche poco favorevoli;
  • con piccoli problemi fisici;
  • in troppe manifestazioni ravvicinate;
  • cercando il piazzamento anziché la competizione tecnicamente più adatta.

Il ranking dovrebbe premiare una stagione solida.

La ricerca continua dei punti può però finire per condizionare la costruzione della stessa stagione che il ranking dovrebbe valutare.

La programmazione deve quindi trovare un equilibrio tra ciò che produce punti e ciò che permette realmente all'atleta di migliorare.

Il vero paradosso del ranking

Il ranking ha diversi meriti.

Premia la continuità, riduce la dipendenza dalla singola giornata perfetta, valorizza i piazzamenti e offre più strade per raggiungere le grandi manifestazioni.

Il minimo tradizionale chiedeva soprattutto una prestazione eccezionale.

Il ranking chiede una stagione credibile.

Ma una stagione credibile richiede anche:

  • conoscenza delle regole;
  • accesso ai meeting;
  • capacità di programmazione;
  • relazioni internazionali;
  • disponibilità a viaggiare;
  • liquidità;
  • possibilità di assorbire le trasferte non riuscite.

In termini generali, il sistema tende quindi a produrre un paradosso: chi è già invitabile viene pagato per gareggiare, chi deve diventare invitabile paga — direttamente o attraverso la propria struttura — per dimostrare di meritarlo.

Per i campioni il circuito rappresenta un mercato che remunera.

Per gli atleti da standard è una combinazione tra preparazione, reputazione e reddito.

Per gli atleti dipendenti dal ranking è spesso un investimento finanziario, oltre che sportivo.

Nel vecchio articolo concludevamo che, salendo di livello, fosse soprattutto l'atleta a dover imparare a viaggiare e ad arrangiarsi.

Oggi bisogna aggiungere qualcosa.

Non basta saper partire.

Bisogna sapere quale gara scegliere, quali discipline siano realmente previste, quanto possa valere il piazzamento, quanto si rischi di spendere e chi sia disposto a sostenere il costo del percorso.

Il ranking non ha eliminato la selezione determinata dalla prestazione.

Ha però aggiunto un altro livello di selezione: la capacità di costruire, finanziare e difendere un'intera stagione internazionale.

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