Rilascio miofasciale e foam roller

May 02, 2016

Il rilascio miofasciale è una tecnica di massaggio autoindotto ancora poco conosciuta nel nostro Paese, arrivata nello sport da pochi anni — la stessa sorte del foam roller, un attrezzo economico ma di grande utilità.

L'anatomia del muscolo, in breve

Il muscolo scheletrico è composto da fibre muscolari raggruppate in fascicoli, avvolte da tessuto connettivo su tre livelli: epimisio (l'intero muscolo), perimisio (i singoli fasci) ed endomisio (le singole fibre). La fascia — uno strato di tessuto connettivo che riveste muscoli, vasi e nervi — copre circa il 70% del corpo in un'unica rete continua dalla testa ai piedi, e costituisce il 16-20% del peso corporeo.

I muscoli sono organizzati in vere e proprie catene miofasciali: la lunghezza di ogni muscolo è legata a quella degli altri muscoli della stessa catena, e un gruppo in tensione influenza quelli vicini sia per motivi fisico-fasciali sia nervosi. Tre fattori principali irrigidiscono la fascia: meccanico (sovrauso, esecuzione scorretta), chimico (alimentazione) e psicofisico (stress, freddo, emozioni).

Cos'è il rilascio miofasciale

Applicando pressione su tutto il corpo — tramite foam roller o un operatore esterno — si riduce la tensione nella fascia fibrosa che riveste i muscoli. La fascia si contrae e si compatta in risposta a stress fisico, emotivo o ambientale, formando aderenze che possono generare tensione anche in zone distanti dal punto di origine, proprio perché la rete fasciale collega tutto il corpo. Da qui l'idea di trattare non solo la zona dolente, ma il corpo nel suo insieme.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l'effetto principale del foam roller non è meccanico ma neurologico: la compressione profonda attiva i meccanocettori intra-fasciali, che segnalano al sistema nervoso centrale di rilassare un gruppo di unità motorie iperattivate.

Cosa dice la ricerca

Le ricerche disponibili sono ancora poche, ma due studi pubblicati sul Journal of Strength & Conditioning Research offrono indicazioni interessanti:

  • Uno studio (Mohr, Long & Goad, 2014) ha osservato un aumento significativo del range di movimento dell'anca dopo l'uso del foam roller sul quadricipite (+10° dopo 2 minuti, +8° dopo 10 minuti), senza alcuna riduzione della performance neuromuscolare o della forza dei muscoli estensori.
  • Un secondo studio (Healey et al., 2014) ha mostrato che il foam roller riduce la sensazione soggettiva di fatica rispetto ad altre attività di recupero attivo — un beneficio che potrebbe permettere di allungare il volume di allenamento — ma non ha rilevato un effetto diretto sulla performance sportiva.

In sintesi: il foam roller migliora in modo misurabile mobilità e range di movimento, senza compromettere la forza, ma non sembra avere un impatto diretto sulla prestazione. Resta comunque uno strumento utile da integrare nel riscaldamento e nelle altre fasi dell'allenamento.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Iscriviti alla nostra newsletter per restare aggiornato sui nostri contenuti.
Non riceverai SPAM!

"Dichiaro di aver letto l'informativa sulla privacy e acconsento al trattamento dei miei dati personali ai sensi dell’art. 13 D. Lgs. 30 giugno 2003, n.