Sette medaglie da Birmingham arrivano allo Speed Festival. Ma ĆØ solo la ciliegina sulla torta
Aug 20, 2026
Oltre le medaglie: perché abbiamo scelto i relatori dello Speed Festival 2026
Quando costruiamo il programma didattico di Speed Festival, cerchiamo di non farci guidare dagli ultimi risultati.
Non invitiamo un tecnico perché uno dei suoi atleti ha appena vinto una medaglia, né scegliamo un argomento perché è di tendenza. Preferiamo la sostanza all'immediatezza.
A volte, però, sono i titoli dei giornali ad aggiungere sostanza.
I recenti Campionati Europei di Atletica Leggera di Birmingham ne sono stati un esempio perfetto.
Gli atleti allenati o seguiti da due dei professionisti che saranno con noi a Speed Festival 2026 hanno conquistato sette medaglie: cinque ori, un argento e un bronzo.
Marco Airale ha vissuto una rassegna straordinaria. Amy Hunt ha conquistato quattro titoli europei — 100m, 200m, 4×100m femminile e 4×100m mista — mentre Timothé Mumenthaler ha aggiunto il bronzo nei 200m maschili e Imani-Lara Lansiquot ha vinto l'oro con la 4×100m femminile della Gran Bretagna.
Amit Batra, dal canto suo, lavora a stretto contatto con Natalia Bukowiecka, argento nei 400m femminili.

Birmingham ha portato successo anche a Ultra, il nostro partner organizzativo: Alessandra Bonora ha vinto il bronzo con la 4×400m femminile azzurra, mentre Luca Sito è diventato campione europeo con la 4×400m maschile.

Questi risultati meritano di essere celebrati. Ma non sono il motivo per cui Marco e Amit saranno a Speed Festival.
Ciò che ci interessa di più è quello che succede prima della medaglia: l'allenamento, le decisioni, la valutazione, il supporto scientifico e i piccoli aggiustamenti che alla fine diventano prestazione.
Questo è il vero punto di partenza del programma di Speed Festival 2026.
MOVE BETTER. MOVE FASTER.
Il tema di quest'anno è semplice: MOVE BETTER. MOVE FASTER.
Dietro queste quattro parole si nasconde una domanda complessa: cosa permette davvero a un atleta di muoversi più velocemente? La risposta raramente è una sola.
Per questo abbiamo costruito il programma attorno a domande diverse: come dovremmo valutare un atleta? In che modo il movimento può influenzare la prestazione? Come dovremmo sviluppare forza e pliometria? In che modo la scienza può aiutarci a migliorare le decisioni? Come imparano gli atleti ad adattarsi? Cosa cambia quando la velocità diventa multidirezionale? Cosa possono imparare i tecnici dal punto dagli atleti?
Non abbiamo costruito il programma attorno alle medaglie.
Lo abbiamo costruito attorno alle domande.
Dr Jo Brown — Valutare ciò che conta davvero

La Dr.ssa Jo Brown lavora sulla linea di demarcazione tra fisioterapia, biomeccanica, valutazione del movimento e performance d'élite. Ha collaborato a stretto contatto con atleti come Noah Lyles e la medagliata olimpica nei 100 ostacoli Megan Tapper.
A quel livello, la fisioterapia non riguarda solo il trattamento degli infortuni. Significa anche capire se un atleta è in grado di raggiungere le posizioni necessarie per produrre e trasferire forza in velocità.
Sabato, il suo workshop di tre ore Assessment Track & Field si concentrerà sull'osservazione degli atleti e su come trasformare la valutazione in decisioni pratiche di allenamento.
Domenica, The Speed Equation esplorerà pressione, posizione, elaborazione e sistema nervoso.
Abbiamo scelto Jo perché la valutazione dovrebbe cambiare ciò che il tecnico fa dopo.
Stefano Serranò — Dalla postura alla prestazione
La postura viene spesso ridotta a idee statiche di posizioni "buone" e "cattive".
Ma gli atleti non si esprimono da fermi.
Stefano Serranò lavora all'interno della struttura di alta prestazione dell'atletica leggera italiana, con esperienza in valutazione posturale e neuromuscolare, valutazione funzionale e supporto scientifico per gli atleti della nazionale.
Il suo lavoro lo ha messo in contatto con molti atleti che gareggiano ai massimi livelli internazionali, compresi atleti che abbiamo appena visto a Birmingham.
Il suo intervento, Postural Conditioning: From Posture to Performance, riguarda il modo in cui la postura e l'organizzazione del movimento possono influenzare la produzione e il trasferimento di forza — e come queste osservazioni possano orientare l'allenamento.
Proprio questo passaggio, dalla valutazione alla prestazione, è il motivo per cui abbiamo voluto averlo nel programma.
Marco Airale — Lo sprint resistito dentro un programma reale
Lo sprint resistito oggi è ovunque: slitte, carichi pesanti, carichi leggeri, sistemi motorizzati e decremento di velocità.
Ma la domanda più importante resta semplice:
Perché lo stiamo usando?
Marco Airale lavora ogni giorno con velocisti internazionali d'élite. Birmingham ne è stato un esempio molto visibile, ma le medaglie non sono il motivo per cui lo abbiamo invitato.
Abbiamo invitato Marco perché lo sprint resistito deve inserirsi in un sistema completo insieme ad accelerazione, velocità massimale, lavoro tecnico, allenamento della forza e gara.
Il suo workshop di sabato si concentrerà proprio su questa integrazione: come scegliere i carichi, definire l'adattamento ricercato e decidere dove collocare lo sprint resistito nella settimana e nella stagione.
Le medaglie rendono l'argomento attuale.
Il processo che c'è dietro è quello che ci interessa.
Gennaro Boccia — Ripensare forza e pliometria
Quando abbiamo deciso di includere la pliometria, non volevamo un'altra raccolta di esercizi di salto.
L'allenamento pliometrico è uno stimolo, e i tecnici devono capire cosa quello stimolo sta cercando di modificare.
Gennaro Boccia lavora nell'area neuromuscolare all'interno della struttura scientifica della Federazione Italiana di Atletica Leggera ed è stato coinvolto nella formazione dei tecnici su forza e allenamento pliometrico.
Questo approccio ha contribuito a ridefinire il dibattito nell'atletica italiana: meno enfasi sugli esercizi isolati, più attenzione al rate of force development, al comportamento del ciclo di allungamento-accorciamento, ai tempi di contatto, alla forza reattiva e alla risposta individuale.
La domanda non è:
"Qual è il miglior esercizio pliometrico?"
È:
"Di quale adattamento ha bisogno questo atleta, e quale stimolo è più probabile che lo produca?"
Ecco perché Gennaro sarà a Speed Festival.
Amit Batra — La scienza al servizio delle decisioni
Gli ambienti di prestazione moderni possono misurare quasi tutto: forza, velocità, potenza, recupero, prestazione di salto, parziali di sprint e carico di allenamento.
La sfida è decidere quali informazioni meritano di influenzare l'allenamento.
Amit Batra lavora nella scienza dello sport applicata e nella fisiologia, utilizzando test e monitoraggio per supportare atleti e tecnici d'élite. Il suo lavoro con Natalia Bukowiecka rende il tema particolarmente attuale dopo Birmingham.
Ma la parte interessante è cosa succede dopo la raccolta dei dati.
L'informazione cambia l'allenamento? Conferma quello che il tecnico sta osservando? Identifica la fatica? Aiuta a individualizzare il programma? O diventa semplicemente un altro grafico?
Il suo intervento, How Science Supports Elite Performance, esplorerà esattamente questa relazione.
Non ci interessa "scienza contro allenamento".
Ci interessa la scienza dentro l'allenamento.
Laura Turner-Alleyne — Trovare il ritmo, creare caos
Gli ostacoli sembrano una disciplina prevedibile: distanze fisse, barriere fisse, una corsia dritta.
In realtà, velocità, distanze di attacco e ritmo cambiano continuamente, e alla fine sono gli atleti a dover risolvere questi problemi da soli.
Laura Turner-Alleyne porta su questo tema sia la prospettiva di un'atleta d'élite sia quella di un'allenatrice.
Il titolo del suo intervento dice già tutto:
Finding Rhythm, Creating Chaos.
Sviluppare gli atleti richiede struttura, ritmo e ripetizione, ma anche variabilità e adattabilità.
Quando un tecnico dovrebbe fornire la soluzione, e quando invece l'atleta dovrebbe essere messo in un ambiente in cui è costretto a trovarla da solo?
Questa domanda va oltre gli ostacoli.
È una domanda fondamentale dell'allenamento.
Johan Lahti — Quando la velocità smette di essere lineare
L'atletica ci offre uno dei modelli di velocità più puri: si parte da qui, si corre fin lì, il più veloce possibile.
La maggior parte degli sport è diversa.
Gli atleti accelerano, decelerano, cambiano direzione, reagiscono e producono forza da posizioni meno prevedibili.
Johan Lahti lavora proprio in questo ambito, tra meccanica dello sprint, accelerazione, decelerazione e velocità multidirezionale.
Abbiamo invitato Johan perché volevamo portare i principi dello sprint oltre la pista.
Cosa si trasferisce dallo sprint lineare? Cosa cambia quando un atleta deve frenare? Come cambia l'applicazione della forza durante un cambio di direzione? Come alleniamo la velocità quando il movimento successivo non è sempre prevedibile?
Il suo contributo allarga la domanda centrale del festival:
Cosa significa davvero velocità in ambienti sportivi diversi?
Anna Ryzhykova — La prestazione dal lato dell'atleta
La maggior parte dei convegni per tecnici è dominata da allenatori e ricercatori.
Ma c'è qualcun altro che vive ogni programma di allenamento che scriviamo:
l'atleta.
Anna Ryzhykova ha gareggiato per anni ai massimi livelli internazionali nei 400 ostacoli, tra cui Giochi Olimpici, Campionati del Mondo e Campionati Europei.
Ora guarda sempre più spesso a quell'esperienza con gli occhi di un'allenatrice.
Cosa capisce un'atleta d'élite dell'allenamento che un tecnico potrebbe non cogliere subito?
Quali decisioni sono sembrate importanti vissute dall'interno?
Quali insegnamenti diventano chiari solo dopo anni di esperienza?
Abbiamo invitato Anna perché la prestazione non riguarda solo il programma scritto sulla carta.
Riguarda anche come quel programma viene vissuto dall'atleta.
Due giorni, due modi di imparare
La struttura di Speed Festival 2026 riflette la stessa filosofia.
Sabato 10 ottobre sarà interamente pratico, con due workshop da tre ore:
Dr Jo Brown — Assessment Track & Field
Marco Airale — Resisted Sprinting
Il formato ridotto dà ai partecipanti più tempo per osservare, fare domande e capire il perché.
Domenica 11 ottobre torna il formato tradizionale del convegno: sette relatori che uniscono allenamento, ricerca, scienza dello sport ed esperienza di alto livello, con traduzione simultanea dall'inglese all'italiano.
Percorsi diversi.
Ambiti di competenza diversi.
Una domanda centrale:
Come possiamo creare condizioni migliori perché gli atleti esprimano velocità?
Oltre Birmingham
I Campionati Europei ci hanno dato un ottimo motivo per festeggiare.
Le medaglie contano, e siamo orgogliosi che le persone che saranno con noi a Dalmine siano direttamente coinvolte in alcune delle prestazioni di più alto livello dell'atletica europea.
Ma entro ottobre, Birmingham apparterrà già al passato.
Quello che continuerà a contare è la conoscenza dietro quelle prestazioni: le decisioni che hanno contribuito a crearle, il rapporto tra ricerca e pratica, e le idee che possono essere adattate a contesti diversi.
È di questo che vogliamo parlare a Speed Festival.
Perché le medaglie fanno notizia.
Il lavoro dietro di esse è quello che ci interessa.
SPEED FESTIVAL 2026
MOVE BETTER. MOVE FASTER.
10–11 ottobre 2026 CUS Bergamo — Dalmine, Italia
Sabato: due workshop pratici da tre ore Domenica: sette relatori e un'intera giornata di convegno
Scopri il programma completo di Speed Festival 2026
Articolo originariamente pubblicato su speedfestival.net.
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