SPLIT #003. Due record del mondo in una sera: come Russell e Dos Santos hanno riscritto gli ostacoli
Zurigo 2026: 12.09 nei 100hs e 45.80 nei 400hs. Due record del mondo, costruiti però in modo molto diverso.
Meno di quaranta minuti.
È quanto è bastato al Letzigrund di Zurigo per riscrivere due record del mondo.
Prima Alison Dos Santos ha corso i 400 metri ostacoli in 45.80, migliorando di 14 centesimi il 45.94 con cui Karsten Warholm aveva vinto la finale olimpica di Tokyo nel 2021.
Poi Masai Russell ha corso i 100 metri ostacoli in 12.09, togliendo tre centesimi al 12.12 stabilito da Tobi Amusan ai Mondiali di Eugene nel 2022.
Due prestazioni molto diverse. Due specialità molto diverse. Ma soprattutto due occasioni particolarmente interessanti per SPLIT perché, questa volta, non abbiamo soltanto il risultato finale.
Omega ha pubblicato per entrambe le gare i passaggi a ciascuno dei dieci ostacoli e i tempi delle singole sezioni.
Possiamo quindi vedere non soltanto quanto velocemente Russell e Dos Santos abbiano corso. Possiamo osservare dove hanno costruito il record.
Il report ufficiale dei 100hs registra Russell in 12.09 davanti ad Amusan, 12.23, e Visser, 12.34, con split e section times disponibili per tutta la finale.
Nei 400hs Dos Santos passa agli ostacoli in 5.73 – 9.05 – 12.60 – 16.16 – 19.87 – 23.71 – 27.74 – 31.88 – 36.14 – 40.57 e chiude in 45.80. Warholm è secondo in 46.69.
E proprio il confronto con i precedenti record del mondo rende i numeri ancora più interessanti.
PRIMA DI PARTIRE: COSA INTENDIAMO PER VELOCITÀ
Come già facciamo nel nostro calcolatore dedicato ai 100 metri ostacoli, uno split diventa molto più informativo quando viene messo in relazione con lo spazio percorso.
Nei 100hs femminili ci sono:
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13 metri dalla partenza al primo ostacolo;
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8,50 metri tra ogni ostacolo;
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10,50 metri dall'ultimo ostacolo all'arrivo.
Nei 400hs:
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45 metri dalla partenza al primo ostacolo;
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35 metri tra gli ostacoli;
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40 metri dal decimo ostacolo al traguardo.
Questo ci permette di trasformare ogni intervallo in una velocità media di avanzamento:
velocità media = distanza / tempo
Una precisazione è fondamentale.
Non stiamo misurando la velocità istantanea del centro di massa e nemmeno la lunghezza reale della traiettoria percorsa dall'atleta.
Stiamo utilizzando la distanza regolamentare tra due riferimenti della gara e il tempo necessario per passare da uno all'altro.
È quindi una misura semplice, ma estremamente utile per l'allenatore.
Ed è anche il motivo per cui non bisogna confrontare direttamente, per esempio, un intervallo di 0.95 nei 100hs con un intervallo di 3.50 nei 400hs: le distanze sono completamente diverse.
100HS: RUSSELL 12.09

Il primo dato è molto semplice.
Masai Russell è davanti praticamente dall'inizio alla fine.
Passa il primo ostacolo in 2.40, poi:
3.40 – 4.36 – 5.30 – 6.24 – 7.17 – 8.12 – 9.05 – 10.00 – 10.95
e chiude in 12.09.
Dietro di lei Tobi Amusan corre 12.23 e Nadine Visser 12.34.
Il record è stato ottenuto in condizioni di vento nullo, un altro elemento che rende particolarmente interessante la prestazione.
Ma guardare soltanto la successione degli split nasconde parte della storia.
Trasformiamoli in velocità.
DOVE CORRE PIÙ VELOCEMENTE RUSSELL?
I tempi delle singole sezioni sono:
Start-H1: 2.40
H1-H2: 1.00
H2-H3: 0.96
H3-H4: 0.94
H4-H5: 0.94
H5-H6: 0.93
H6-H7: 0.95
H7-H8: 0.93
H8-H9: 0.95
H9-H10: 0.95
H10-Finish: 1.14
Convertendo gli intervalli di 8,50 metri in velocità media otteniamo:
H1-H2: 8.50 m/s
H2-H3: 8.85 m/s
H3-H4: 9.04 m/s
H4-H5: 9.04 m/s
H5-H6: 9.14 m/s
H6-H7: 8.95 m/s
H7-H8: 9.14 m/s
H8-H9: 8.95 m/s
H9-H10: 8.95 m/s
Nel complesso è una sequenza estremamente stabile, ma non completamente lineare.
Dal terzo ostacolo in avanti Russell rimane quasi sempre intorno ai 9 m/s di velocità media di avanzamento.
UN RECORD DEL MONDO, MA NON UNA GARA "PERFETTA"
C'è infatti una piccola discontinuità che merita di essere osservata. Tra il quinto e il sesto ostacolo Russell corre in 0.93; tra H6 e H7 sale a 0.95; nel tratto successivo, H7-H8, torna immediatamente a 0.93.
Parliamo di appena due centesimi e, guardando soltanto i dati, non possiamo attribuire con certezza questa oscillazione a un errore tecnico. Tuttavia la variazione coincide con una lieve incertezza percepibile anche visivamente nella parte centrale della gara. È interessante proprio perché interrompe, per un solo intervallo, una sequenza altrimenti estremamente regolare.
Il punto non è cercare un difetto dentro un record del mondo. È quasi il contrario: il 12.09 non sembra essere arrivato attraverso una gara completamente priva di sbavature. Russell perde per un istante una piccola quota del ritmo, poi la recupera subito, tornando a 0.93 e continuando con split molto elevati fino al decimo ostacolo.
Questo lascia intravedere un margine teorico interessante. Non significa che migliorare ancora il record sia automatico, ma suggerisce che il 12.09 non rappresenti necessariamente una prestazione "chiusa" dalla perfezione esecutiva. Se quella piccola discontinuità potesse essere ridotta senza alterare il resto della gara, esiste almeno sulla carta spazio per correre ancora più forte.
Ma probabilmente il dato più interessante arriva dopo il decimo ostacolo.
I 10,50 metri finali vengono percorsi in 1.14, equivalenti a circa 9.21 m/s.
La gara, quindi, non termina con un evidente crollo della velocità.
Al contrario.
Russell riesce a produrre uno dei tratti più veloci dell'intera prova proprio nel run-in finale.
IL CONFRONTO CHE CONTA: RUSSELL 12.09 VS AMUSAN 12.12
Nel 2022 Tobi Amusan aveva portato il record mondiale da 12.20 a 12.12 nella semifinale dei Mondiali di Eugene, con vento +0.9 m/s. World Athletics ha successivamente ratificato quella prestazione come record mondiale.
Grazie alla ricostruzione biomeccanica di Athlete First abbiamo gli split del 12.12:
2.46 – 3.45 – 4.43 – 5.33 – 6.24 – 7.15 – 8.10 – 9.06 – 10.03 – 10.96 – 12.12.
Ed è qui che emerge qualcosa di molto interessante.
Il nuovo record non è più veloce in ogni parte della gara.
Velocità media per zone

Questa tabella racconta molto più del semplice 12.09 contro 12.12.
Russell costruisce subito un vantaggio importante.
Al primo ostacolo è 0.06 secondi avanti rispetto al passaggio ricostruito di Amusan.
Ma Amusan corre più rapidamente la parte centrale.
Al quinto ostacolo le due prestazioni sono addirittura perfettamente allineate: 6.24 contro 6.24.
Al sesto e al settimo ostacolo, nella ricostruzione, Amusan è persino circa due centesimi avanti.
Poi la gara cambia di nuovo.
Russell recupera tra H7 e H10 e arriva al decimo ostacolo in 10.95, un solo centesimo meglio del 10.96 di Amusan.
Negli ultimi 10,50 metri aggiunge gli ultimi due centesimi.
Risultato: 12.09 contro 12.12.
Il nuovo record quindi non nasce da una maggiore velocità centrale.
Nasce dalla combinazione di: migliore accelerazione iniziale + capacità di recuperare velocità nella parte finale.
TRE RECORD, TRE MODI DI CORRERE VELOCE
La progressione moderna dei 100hs è interessante:
Yordanka Donkova – 12.21 – 1988
Kendra Harrison – 12.20 – 2016
Tobi Amusan – 12.12 – 2022
Masai Russell – 12.09 – 2026
Amusan aveva prodotto il salto più grande, migliorando di otto centesimi il primato di Harrison. Russell ne aggiunge altri tre.
Ma la lettura degli split ci ricorda qualcosa di importante.
Abbassare il record non significa necessariamente correre ogni tratto più rapidamente.
Una prestazione può migliorare attraverso una diversa distribuzione della stessa velocità.
Con tutte le cautele del caso, vale la pena porsi una domanda.
Il margine individuato tra H6 e H7 vale da solo circa due centesimi. Troppo poco per spiegare da solo il salto fino ai 12 secondi netti: dal 12.09 mancano infatti otto centesimi, quattro volte tanto.
Ma la domanda non nasce da un dettaglio isolato. Nasce dalla progressione appena vista: 12.21 → 12.20 → 12.12 → 12.09.
Se una gara già vicinissima alla perfezione esecutiva contiene ancora un margine identificabile, il muro dei 12 secondi netti comincia a sembrare una direzione plausibile, non più un'ipotesi remota.
Non è una previsione per la prossima gara. È una direzione.
400HS: DOS SANTOS 45.80

Se il 100hs offre un record costruito attraverso equilibrio e finale, il 400hs racconta una storia differente.
Karsten Warholm arriva al primo ostacolo leggermente davanti:
Warholm 5.69
Dos Santos 5.73
Quattro centesimi.
Ma al secondo ostacolo la situazione è già invertita:
Dos Santos 9.05
Warholm 9.14
In appena 35 metri Dos Santos recupera il distacco e costruisce nove centesimi di vantaggio.
Da quel momento non viene più raggiunto.
Al quarto ostacolo il margine è 0.35.
Al settimo è 0.54.
Al decimo: 40.57 contro 41.26.
Sono già 0.69 secondi.
Negli ultimi 40 metri Dos Santos guadagna altri due decimi e arriva al traguardo con 0.89 secondi di vantaggio.
45.80 contro 46.69.
LA VELOCITÀ TRA GLI OSTACOLI
Dos Santos percorre i nove intervalli da 35 metri rispettivamente in:
3.32 – 3.55 – 3.56 – 3.71 – 3.84 – 4.03 – 4.14 – 4.26 – 4.43
prima dei 5.23 per gli ultimi 40 metri.
Trasformando questi tempi in velocità media:
H1-H2: 10.54 m/s
H2-H3: 9.86 m/s
H3-H4: 9.83 m/s
H4-H5: 9.43 m/s
H5-H6: 9.11 m/s
H6-H7: 8.68 m/s
H7-H8: 8.45 m/s
H8-H9: 8.22 m/s
H9-H10: 7.90 m/s
H10-Finish: 7.65 m/s
Qui il pattern è completamente diverso dai 100hs.
La velocità non rimane stabile.
Dopo il picco iniziale inizia un decadimento progressivo quasi continuo.
Il problema del quattrocentista ostacolista non è quindi evitare la perdita di velocità.
È contenere il più possibile la pendenza di quella perdita.
DOS SANTOS 45.80 VS WARHOLM 45.94
Il precedente record era una delle prestazioni simbolo dell'atletica moderna.
Ai Giochi di Tokyo del 2021 Warholm aveva corso 45.94, davanti al 46.17 di Rai Benjamin e al 46.72 dello stesso Dos Santos.
Athlete First ha ricostruito quella gara ostacolo per ostacolo:
5.60 – 9.08 – 12.62 – 16.28 – 19.96 – 23.86 – 27.92 – 32.04 – 36.32 – 40.76 – 45.94.
Confrontiamola per zone.

Probabilmente è il dato più interessante di tutta questa puntata.
Dos Santos non batte il record perché parte più velocemente.
Warholm era più veloce fino al primo ostacolo.
Non lo batte nemmeno perché corre più rapidamente il finale.
Anche gli ultimi 40 metri del 45.94 di Warholm risultano leggermente più veloci.
La differenza nasce soprattutto in un punto: tra il primo e il quarto ostacolo.
Dos Santos impiega 10.43 secondi.
Warholm ne aveva impiegati circa 10.68.
Sono 25 centesimi guadagnati su 105 metri.
La velocità media della zona passa da circa 9.83 → 10.07 m/s.
È lì che il record cambia padrone.
DAL PRIMO OSTACOLO AL RECORD
La progressione rispetto al precedente WR è ancora più evidente guardando il vantaggio cumulativo di Dos Santos:
H1: +0.13 s dietro
H2: −0.03 s avanti
H3: −0.02
H4: −0.12
H5: −0.09
H6: −0.15
H7: −0.18
H8: −0.16
H9: −0.18
H10: −0.19
Finish: −0.14
Il dato racconta una gara molto particolare.
Dos Santos perde terreno nell'accelerazione.
Lo recupera immediatamente.
Costruisce quasi tutto il vantaggio nella prima metà della sequenza.
Poi, negli ultimi tre ostacoli, corre praticamente alla stessa velocità media del Warholm di Tokyo.
Nel tratto finale cede persino qualcosa.
Eppure il lavoro è già stato fatto.
TRE RECORD CHE HANNO CAMBIATO I 400HS
La progressione recente del record mondiale è impressionante.
Kevin Young – 46.78 – Barcellona 1992
Karsten Warholm – 46.70 – Oslo 2021
Karsten Warholm – 45.94 – Tokyo 2021
Alison Dos Santos – 45.80 – Zurigo 2026.
World Athletics ricorda come Warholm avesse prima tolto otto centesimi al 46.78 di Young e appena un mese dopo avesse abbassato il primato di altri 76 centesimi, diventando il primo uomo sotto i 46 secondi.
Il 45.80 di Dos Santos non rappresenta un salto altrettanto grande.
Sono 14 centesimi.
Ma a questo livello quattordici centesimi significano aver trovato velocità in una gara che sembrava già portata vicino ai propri limiti.
E gli split indicano chiaramente dove.
DUE RECORD, DUE ARCHITETTURE COMPLETAMENTE DIVERSE
Mettendo insieme le due gare emerge forse il punto più interessante.
Nei 100hs
Russell costruisce il record soprattutto attraverso: accelerazione → stabilizzazione → finale.
Non è più veloce di Amusan nel cuore della gara.
Anzi, tra H1 e H7 la prestazione del precedente record è mediamente migliore.
Russell vince il confronto prima e dopo.
Nei 400hs
Dos Santos fa praticamente l'opposto.
Non costruisce il record né nell'accelerazione iniziale né nel run-in finale.
La differenza fondamentale arriva nella prima grande zona ritmica tra gli ostacoli.
Dal primo al quarto ostacolo produce una velocità di avanzamento superiore a quella del precedente record.
Poi riesce a conservare abbastanza bene quel vantaggio.
Due record. Due strategie completamente differenti.
LO SPLIT NON È LA VELOCITÀ
Questa doppia analisi permette anche di tornare su un concetto che riteniamo particolarmente importante nell'allenamento degli ostacoli.
Uno split, preso da solo, può essere fuorviante.
Nei 100hs un intervallo di 0.95 s significa percorrere 8,50 metri: 8,95 m/s.
Nei 400hs un intervallo di 3.32 s significa percorrere 35 metri: 10,54 m/s.
Il tempo è più di tre volte superiore.
La velocità di avanzamento è invece maggiore.
È la stessa logica che sta dietro al nostro Calcolatore 100 m ostacoli: spazio e tempo devono essere sempre letti insieme.
Questo diventa ancora più importante nell'allenamento quando modifichiamo le distanze tra gli ostacoli.
Un atleta può produrre uno split molto rapido con ostacoli ravvicinati, ma muoversi a una velocità di avanzamento molto inferiore rispetto a quella richiesta in gara.
Il ritmo può essere simile.
La velocità no.
COSA CI DICONO DAVVERO I DUE RECORD?
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Un record non richiede necessariamente di essere più veloci in ogni segmento. Russell perde il confronto con Amusan in parte della zona centrale; Dos Santos è più lento di Warholm in partenza e nel run-in.
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La distribuzione della velocità conta quanto il suo valore massimo. Il punto decisivo non è necessariamente la sezione più veloce, ma dove e per quanto tempo quella velocità viene prodotta.
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Nei 100hs la capacità di mantenere velocità molto elevate nelle ultime unità ritmiche è fortemente discriminante. Russell passa da una fase centrale non superiore al vecchio record a un H7-H10 e un run-in migliori.
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Nei 400hs il decadimento è inevitabile. Dos Santos passa da oltre 10 m/s tra H1 e H2 a meno di 8 m/s tra H9 e H10. Il record nasce dalla capacità di iniziare questo decadimento da un livello molto elevato e contenerlo.
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Il tempo al primo ostacolo non decide necessariamente la gara. Warholm è davanti a Dos Santos al primo ostacolo. Duecento metri dopo la struttura della gara è completamente cambiata.
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Gli split descrivono il ritmo. La velocità permette di capire meglio la richiesta reale.
Ed è forse questo l'elemento che accomuna di più le due prestazioni.
Il record finale dice: 12.09. 45.80.
Gli split raccontano qualcosa di molto più interessante.
Come ci sono arrivati.
NOTA METODOLOGICA
Gli split di Zurigo 2026 utilizzati in questa analisi provengono dai report ufficiali Omega/Wanda Diamond League forniti per le due gare.
Le velocità sono state calcolate dividendo la distanza regolamentare del settore per il relativo intervallo temporale. Rappresentano quindi velocità medie di avanzamento del settore, non velocità istantanee del centro di massa.
Per i precedenti record del mondo abbiamo utilizzato i risultati ufficiali World Athletics per la validazione dei tempi finali e le ricostruzioni video di Athlete First per gli split a ogni ostacolo. Queste ultime non utilizzano necessariamente la stessa metodologia dei rilevamenti Omega di Zurigo e possono essere influenzate da frame rate, angolo della telecamera e punto utilizzato per il timing. Il confronto deve quindi essere interpretato come descrittivo, non come una misurazione biomeccanica perfettamente omogenea.
Fonti
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Omega / Wanda Diamond League – Zurich 2026 Race Analysis (100m Hurdles Women, 27 Aug 2026).
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Omega / Wanda Diamond League – Zurich 2026 Race Analysis (400m Hurdles Men, 27 Aug 2026).
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World Athletics – risultati ufficiali e progressione dei record mondiali.
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Athlete First – 2021 Season Hurdles Report.
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Athlete First – Tobi Amusan 2022 World Record Season.
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ilCoach Academy – Calcolatore 100 m ostacoli: https://academy.ilcoach.net/calcolatore-100-m-ostacoli
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