Super spikes nello sprint: non fanno partire più veloci, fanno rallentare meno
Oct 27, 2026di Alessandro Bacci — TrackSpikes, dai sogni alla pista
Tre decenni di ricerche scientifiche raccontano una trasformazione radicale nel mondo dell'atletica leggera. Se da un lato l'occhio dell'appassionato vede atleti infrangere record storici – più che altro nel mezzofondo –, la biomeccanica rivela una verità ben più complessa: le scarpe da sprint non sono più semplici calzature sintetiche con qualche chiodo, ma veri propulsori tecnologici capaci di alterare la fisica della corsa.
L'illusione della stiffness: la prima lezione del 2004
Agli inizi degli anni 2000, la ricetta per correre più veloci sembrava quasi banale: irrigidire la suola. Un celebre studio di Stefanyshyn e Fusco (2004) mise in luce come l'inserimento di piastre rigide in carbonio riducesse la perdita di energia nella prima articolazione metatarso-falangea (MTP) da 24 Joule a soli 12 Joule.
Testando tre livelli di rigidità flessionale — dai 19 N/mm della scarpa standard ai 42 N/mm intermedi, fino a ben 80 N/mm — i ricercatori registrarono un miglioramento medio sui 40 metri dello 0,7% (circa 0,04 secondi risparmiati), con picchi individuali dell'1,5%. Tuttavia, emerse un limite insidioso: la rigidità "ottimale" non era uguale per tutti. Imporre una suola massima da 80 N/mm ad atleti privi della necessaria forza nel complesso polpaccio-tendine d'Achille peggiorava la prestazione, dimostrando che molti rendevano meglio con la rigidità intermedia da 42 N/mm.
La rivoluzione delle "Super Spikes" e l'effetto sinergico
La vera svolta, sintetizzata da Healey e colleghi (2022), è arrivata con l'avvento delle attuali Super Spikes, a cavallo tra 2019 e 2020. L'intuizione vincente non è stata l'uso della piastra in carbonio da sola, ma il suo abbinamento con schiume d'intersuola ad alta resilienza (come PEBA/Pebax) capaci di portare il ritorno di energia dall'esiguo 60-65% delle vecchie strutture in EVA a un eccellente 85-90%.
Alleggerendo al contempo la massa della calzatura del 20-30%, le AFT (Advanced Footwear Technology) hanno garantito un guadagno cronometrico stimato tra lo 0,5% e l'1,5% sui 100-400 metri. Restava però da chiarire esattamente come questi materiali modificassero il gesto atletico in uno sforzo massimale anaerobico. La risposta attuale: non più veloci in partenza, ma imbattibili nel finale.
In questa ricerca, addirittura, i ricercatori hanno testato le fantascientifiche e bannate Nike Viperfly, una sorta di annunciato Santo Graal dei 100m mai uscito sul mercato... per evidenti motivi che vedrete in seguito.
A fare definitiva chiarezza è intervenuto lo studio condotto da Prajapati e dal suo team su sprint di 130 metri. Monitorando velocisti con radar e telecamere ad alta frequenza, i ricercatori hanno dimostrato che l'impatto delle calzature AFT (ribadisco, in questo caso le Nike Viperfly, quindi una scarpa non omologata dalla World Athletics), produce un taglio complessivo del tempo dell'1,7%, distribuito in modo nettamente asimmetrico lungo la gara:
- 0–10 metri: beneficio quasi nullo (+0,1% di velocità), a conferma che l'accelerazione pura dipende quasi solo dalla forza muscolare dell'atleta.
- Ultimo tratto (100–130 m): vantaggio decisivo con una velocità media superiore del +3,0% e un picco di velocità istantanea del +3,9% sulla linea dei 130 metri.
- Meccanica del passo reingegnerizzata: nel rettilineo finale la scarpa aumenta la forza media applicata a terra (+1,6%), riduce il tempo di contatto col suolo del -2,5% e proietta l'atleta in avanti. Il tempo di volo aumenta così del +6,0%, allungando il passo del +2,0%.
Le "super-scarpe" non regalano una partenza fulminea, ma impediscono al corpo di decelerare nel finale, estendendo la parabola del passo e riducendo la frenata dell'appoggio.
Resoconto prestazionale complessivo
- Guadagno medio teorico/storico (review 2022): da +0,5% a +1,5%
- Guadagno sperimentale da fermo sui 40m (2004): +0,7% (fino a +1,5% individuale)
- Guadagno sperimentale lanciato/completo sui 130m (AFT): +1,7% globale, con picco istantaneo del +3,9% al traguardo.
Conclusione finale: l'effetto combinato delle calzature avanzate non modifica l'accelerazione iniziale (dove prevale la potenza muscolare pura), ma riscrive la fase di mantenimento e la resistenza alla velocità, consentendo all'atleta di subire una decelerazione nettamente inferiore e di tagliare il traguardo a una velocità fino al +3,9% - con le Nike Viperfly - superiore rispetto alle calzature tradizionali.
Scenari futuri: customizzazione, nodi regolamentari, dubbi
L'incrociarsi di questi dati proietta l'atletica verso tre direttrici che potrebbero diventare fondamentali.
Sartoria biomeccanica in 3D?
Integrando le scoperte sulle rigidità ottimali con i materiali moderni, le calzature d'élite verranno modellate in 3D calibrando i N/mm della piastra sulla specifica forza tendinea del singolo atleta.
Specializzazione per gara?
Vedremo una separazione tra le calzature per l'accelerazione pura (60 metri indoor, essenziali e rigide) e quelle per i 200 e 400 metri, dove le schiume al 90% di ritorno elastico servono a sostenere la meccanica del passo sotto acido lattico.
Doping tecnologico e infortuni?
World Athletics dovrà normare non solo gli spessori, ma anche il ritorno elastico delle schiume. Nel frattempo, i preparatori dovranno aggiornare i protocolli: allungare il tempo di volo e ridurre i contatti sposta i carichi di lavoro dai piedi ai flessori della coscia (ischiocrurali), aprendo nuove sfide per la salute degli atleti.
Per approfondire nella rubrica TrackSpikes: scarpe con piastra in carbonio tra prestazione e salute e i rischi delle scarpe chiodate nei giovani atleti.
Alessandro Bacci, Track Spikes — Dai sogni alla pista
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- Stefanyshyn D, Fusco C (2004). Increased shoe bending stiffness increases sprint performance. Sports Biomechanics, 3(1): 55-66. DOI
- Healey L, Bertschy M, Kipp S, Hoogkamer W (2022). Can We Quantify the Benefits of "Super Spikes" in Track Running? Sports Medicine, 52(6): 1211-1218. DOI
- Prajapati SK, Brooks LC, Farina EM, Weyand PG (2026). Advanced footwear technology improves sprinting mechanics and performance. Journal of Applied Physiology, 141(3): 830-839. DOI
L'autore

Alessandro Bacci
Curatore della rubrica TrackSpikes
Allenatore FIDAL di secondo livello per il settore velocità e ostacoli, è responsabile del settore ostacoli assoluto e vice allenatore della velocità assoluta all'Atletica Livorno 1950, oltre che responsabile di velocità e ostacoli per la categoria U16. Dal 2024 collabora con il settore tecnico regionale FIDAL Toscana per la velocità.
Sul piano accademico è docente di attività ginniche e atletica leggera all'Accademia Navale di Livorno e docente a contratto all'Università di Pisa, dove insegna nel Master in Preparazione Atletica nel Calcio per i Settori Giovanili e nel Corso di Laurea in Scienze Motorie. Laurea magistrale in Scienze e Tecniche dello Sport a Firenze con 110/110 e lode, laurea triennale in Scienze Motorie a Pisa e Master di primo livello in teoria e tecniche della preparazione atletica nel calcio.
Ha completato i corsi ALTIS "Coaching the Short Sprint" (2023) e "Coaching the Sprint Hurdles" (2024).
Sul tema delle calzature da atletica scrive da anni: cura il blog TrackSpikes — Dai sogni alla pista e ha firmato approfondimenti per MONDO, azienda italiana leader mondiale nelle piste e attrezzature per l'atletica. Per ilCoach.net ha già pubblicato analisi su scarpe con piastra in carbonio e sulle tendenze dell'industria calzaturiera ai grandi eventi internazionali.
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